Psicologia e Psicoterapia: i consigli per diventare uno psicologo

Psicologia e psicoterapia: qual è il confine?

Psicologo e psicoterapeuta sono due figure professionali molto simili per certi aspetti perché entrambe puntano alla cura del disturbo e del disagio psichico di un soggetto, più soggetti o di una comunità. Differiscono invece per ciò che concerne il percorso formativo da compiere e la natura della loro attività professionale.

La psicologia interviene con l’ausilio di appositi strumenti conoscitivi e tecniche collaudate per prevenire o diagnosticare patologie legate alla dimensione più intima e interiore di un soggetto. Altresì, la psicologia è atta a mettere in marcia una serie di interventi mirati sull’individuo per la riabilitazione da traumi emotivi e il reinserimento del paziente nelle pratiche sociali quotidiane. La formazione di uno psicologo spesso passa attraverso la formazione presso una scuola psicoterapia cognitiva, come quella dell’Istituto di Terapia Cognitivo e Comportamentale ITCC.

La psicoterapia, invece, può essere definita come quell’attività che mira a curare la cosiddetta sofferenza psichica, e cioè quella sintomatologia tipica che si manifesta attraverso disturbi psicologici individuabili e riconoscibili. Più nello specifico, la psicoterapia interviene sulla persona con l’obiettivo di risolvere disagi legati alla sfera comportamentale ed emotiva di un individuo ricorrendo attraverso una serie di pratiche quali possono essere il colloquio o l’analisi dei sogni, condivisibili tra l’altro con la psicologia. Infatti, i confini tra le due pratiche non sono sempre facilmente individuabili in modo netto e preciso e talvolta sembrano addirittura sovrapporsi inevitabilmente.

Psicologia e psicologia applicata

Assumendo che tradizionalmente la psicologia viene suddivisa in due branche, vale a dire quella teorica e quell’applicata, la psicoterapia può essere sostanzialmente considerata come un esempio di psicologia applicata volta a mettere in pratica i concetti fondamentali della psicologia.
Possiamo certamente affermare che la psicoterapia interviene sul disagio psicologico promuovendo la crescita del soggetto interessato attraverso una serie di attività atte a riattivare delle leve esistenti ma probabilmente azionate dal paziente in modo disfunzionale. L’obiettivo della psicoterapia è migliorare la qualità della vita di un paziente alimentando consapevolezza e autostima, forze che combinate tra loro permettono di compiere un percorso riabilitativo dove la meta ultima è l’autorealizzazione del paziente.

Come diventare psicologo o psicoterapeuta

Chi ambisce alla professione di psicologo o psicoterapeuta deve certamente sapere che la strada è ardua e in salita, per tale ragione, consigliamo di intraprendere questo percorso se animati da una grande vocazione e spirito di sacrificio. Fatta questa premessa, vediamo nello specifico qual è l’iter da compiere per esercitare tali professioni.
Innanzitutto, sarebbe ottimale possedere una maturità scientifica o classica in quanto rappresentano un notevole valore aggiunto per il proseguimento degli studi universitari incentrati su corsi medico-scientifici. Successivamente sarà necessario conseguire un titolo di laurea quinquennale in Psicologia e maturare un determinato numero di ore di tirocinio come da piano studi. La qualifica ottenuta sarà “dottore in psicologia” ma attenzione perché la stessa non abilita alla professione per la quale sarà invece necessario iscriversi all’esame di Stato.

L’abilitazione alla professione, infatti, si ottiene solo dopo aver superato l’Esame di Stato in psicologia che permette successivamente l’iscrizione all’Ordine degli psicologi nella regione dove l’esame è stato sostenuto. Inoltre, esistono diversi campi di specializzazione in psicologia , ragion per cui si possono distinguere varie figure professionali legate alla psicologia quali: lo psicoterapeuta, lo psicologo clinico, lo psicologo del lavoro, lo psicologo scolastico, il neuropsicologo, il criminologo, il sessuologo e ancora lo psicologo sociale, dello sport e tanti altri a seconda del campo di applicazione delle scienze psicologiche.
Nella fattispecie, tornando a coloro che aspirano a diventare psicoterapeuti, è importante sapere che dovranno prima ottenere l’abilitazione alla professione di psicologo secondo le modalità finora elencate, e una volta abilitati, dovranno ulteriormente frequentare una scuola di specializzazione in psicoterapia come quella proposta da http://www.itcc.it della durata complessiva di 4 anni. Durante lo svolgimento della specializzazione dovranno altresì realizzare un regolare tirocinio di circa 200 ore. Infine, è importante sapere che sono ammessi alla scuola di specializzazione in psicoterapia anche coloro che hanno conseguito una laurea in medicina ma con la specifica che l’abilitazione riguarderà unicamente la professione di psicoterapeuta e non quella di psicologo.

Vulvovaginite: Come affrontare il problema che affligge tante donne

Vulvovaginite e alcune informazioni importanti

La vulvovaginite è un disturbo con cui si trovano a dover combattere ormai tante donne. Si tratta di un processo infiammatorio che colpisce in primo luogo la vagina e la sua parte esterna, ovvero la vulva. I segni possono essere molto fastidiosi ed influenzare in modo evidente la vita delle donne. Alla base della vaginite ci sono condizioni legate ad infezioni batteriche o anche irritazioni che determinano alterazioni nell’ecosistema della vagina. Il che determina una serie di scompensi di non poco conto e che portano ai tipici sintomi di un’infiammazione vaginale: la sensazione di prurito collegata al bruciore è quella tipica di questa condizione, oltre a edema e dolori. Senza dimenticare che vi è anche un’aumentata possibilità di andare incontro a delle perdite che non sono correlate al ciclo mestruale e che sono segno a cui prestare una certa attenzione. Mediante un test di analisi delle secrezioni vaginali è possibile effettuare la diagnosi della vulvovaginite. La condizione di vulvovaginite nella maggior parte dei casi è assolutamente reversibile, ma se non viene trattata nel modo idoneo può portare anche ad una cronicizzazione. Oltre ai fattori infettivi, con funghi e batteri principali rischi per l’apparato riproduttivo femminile, è bene precisare che alla base della vulvovaginite può esserci anche una componente legata alle cattive abitudini. Un utilizzo eccessivo di prodotti come detergenti e lavande vaginali può determinare problemi di infiammazione a carico della vagina.

Come bisogna trattare nel modo giusto una vulvovaginite

I sintomi di una vulvovaginite sono molto fastidiosi e se non trattati possono creare disturbi continui durante le attività quotidiane. Ecco perché è bene conoscere attentamente alcuni semplici rimedi da porre in essere così da non soffrire per via della manifestazione di questa condizione. Innanzitutto è bene fare affidamento alla consulenza di un ginecologo che potrà valutare il proprio stato e scegliere nel modo giusto l’antibiotico più adatto. I principi attivi più efficaci sono il metronidazolo e la clindamicina, oltre ad alcuni analoghi: questi vanno assunti per lo pià per via orale e per diversi giorni. Non mancano anche alcune formulazioni da utilizzare direttamente per via vaginale e che sono utili soprattutto nelle condizioni più problematiche della vulvovaginite. Inoltre nel momento in cui si manifestano i tipici segni dell’infiammazione di vulva e vagina è utile ricordare che bisogna evitare l’utilizzo di prodotti come profumi e deodoranti intimi oltre che di creme depilatorie. Ridurre al minimo condizioni che possano aggravare i sintomi dell’infiammazione è uno dei primi rimedi efficaci per contrastarla. Senza dimenticare che nei casi meno gravi si può anche ricorrere semplicemente all’utilizzo di farmaci antinfiammatori consigliati dal medico oppure degli antistaminici visto che la vulvovaginite può originare in seguito a reazioni allergiche.

Prevenzione e vulvovaginite: cosa è fondamentale sapere

Molto spesso alla base della vulvovaginite ci sono delle scorrette abitudini di vita che una donna può mantenere nell’arco delle proprie giornate. Si tratta di un fenomeno trasversale: ciò vuol dire che può riguardare le ragazzine fino ad arrivare alle donne di una certa età. La vulvovaginite va evitata anche mediante dei rapporti sessuali protetti. Infatti la vagina durante un rapporto non protetto può essere esposta ad agenti infettivi dotati di elevata patogenicità: ecco perché è preferibile utilizzare il preservativo così da evitare pericoli. Inoltre non bisogna sottovalutare anche l’utilizzo di indumenti intimi idonei che possano ridurre tutti i fastidi della vulvovaginite. Meglio avere sempre slip in cotone che possano così evitare il ristagno di secrezioni vaginali e soprattutto fare in modo che ci sia una corretta ossigenazione. Da non sottovalutare affatto anche la componente alimentare che ha una certa importanza in tema di vulvovaginite: questo vuol dire scegliere delle sostanze che possano integrare al meglio alcuni nutrienti utili per l’organismo femminile. Meglio inserire nel proprio regime alimentare yogurt e fermenti lattici a base di lattobacilli, evitando invece di abusare con carboidrati e zuccheri. Da una vita sana passa anche una maggiore sicurezza per quanto concerne i pericoli di infezioni nelle zone intime.

Trucco biologico

Da un po’ di tempo a questa parte si sta sempre più espandendo la cultura del “biologico” proprio perché si è finalmente iniziato a prendere coscienza non solo della nostra importanza nel mondo, ma anche dell’importanza che l’ambiente ha e deve avere per offrirci il massimo dei benefici e per garantirci una piacevole convivenza.

L’Italia è arrivata un po’ in ritardo rispetto al resto d’Europa, ma anche qui adesso si sta sempre più espandendo la passione per il biologico che abbraccia diversi campi, partendo dal cibo fino a toccare niente poco di meno che i trucchi e le creme di bellezza. Come ogni cosa bisogna fare sempre attenzione al prodotto che si compra e, a prescindere dall’aspetto ideologico, occorre valutare sempre gli aspetti positivi e negativi di ogni cosa. Parlando di prodotti di bellezza e del make up bio, vogliamo qui esprimere un’opinione personale sui pregi e sui difetti che questi tipi di trucchi possono avere.

La prima nota positiva dei make up biologici è che rispettano l’ambiente e la nostra pelle e, proprio perché sono costituiti da elementi naturali, non aggrediscono e sono delicati persino con le pelli sensibili non causando allergie o ulteriori problemi davvero poco piacevoli. In più, dato che non sono fatti con prodotti chimici, sono eco-sostenibili in tutto e per tutto. Questo ci responsabilizza nel caso in cui decisiamo di voler trattare bene il mondo che ci circonda pur senza rinunciare alla nostra cura personale e alla bellezza, come i make-up Verona proposti da Maison22, un centro estetico molto qualificato situato a Verona Centro.

Come ogni cosa però anche i make up bio possono avere alcune note che potremmo definire un po’ negative. La prima cosa da ricordare è che purtroppo in Italia, proprio perché sono in commercio da poco tempo, possono avere dei prezzi un po’ alti. Per quanto si riconosca la validità del prodotto, si stenta a comprarli per colpa dei prezzi alti. Non vi è grande varietà di nuance. Avere a disposizione pochi colori, dato che ancora le aziende non investono su di essi o il loro budget non lo permette, porta a non sceglierli sempre e talvolta a non preferirli. Per le più esperte la scelta di un prodotto bio non può pretendere il water proof.

L’assenza positiva di siliconi  comporta una scarsa resistenza all’acqua che a sua volta porta a non sceglierli. Per queste ragioni, il mondo femminile si trova diviso tra i prodotti tradizionali e quelli bio. Ma una domanda sorge spontanea. Meglio la salute nostra e dell’ambiente o il possedere dieci colori differenti di ombretto?

Come scegliere uno psicologo sul web?

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Nel momento in cui decidiamo che abbiamo bisogno di un aiuto professionale per affrontare un malessere o un disagio psicologico o relazionale, ci troviamo di fronte ad un’importante e difficile scelta: da chi andare.

Possiamo chiedere ad amici che si sono già trovati di fronte ad una scelta simile, ma può darsi che non vogliamo diffondere la notizia di un nostro disagio oppure non abbiamo a disposizione qualcuno che ci possa consigliare o del cui giudizio ci fidiamo.

A questo punto  cominciamo a googlare ed immettiamo parole come psicologo firenze, insomma “psicologo + [città]”, “miglior + psicologo + [città]”, ecc.

Ed ora che abbiamo pagine e pagine di nominativi, quale criterio di scelta possiamo adottare?

Il mondo degli psi-qualcosa è immenso e le varie differenze tra un tipo di professionista e l’altro sono davvero conosciute solo dagli addetti ai lavoro e, a volte, neanche da questi. Continua a leggere

Metodi efficaci per evitare la perdita dei capelli

La calvizie è un problema molto diffuso tra la popolazione (soprattutto maschile: ne soffrono 8 uomini su 10) e per molti rappresenta un grave motivo di disagio e depressione. Proprio per evitare di andare incontro a disturbi di natura psicologica, è necessario correre quanto prima ai ripari. Vediamo nel dettaglio come è possibile contrastare in maniera efficace il diradamento e la perdita dei capelli.

La calvizie è un disturbo che colpisce per lo più gli uomini di età compresa tra i 18 e i 25 anni, ma non mancano anche numerosi casi di donne affette dalla medesima problematica. In realtà esistono diversi tipi di calvizie, come, ad esempio, quella psicogena, quella androgenetica (ovvero causata da fattori genetici e ormonali) o quella determinata da un certo stile di vita. Ad ogni modo alcune terapie sono comuni, mentre altre si adattano alla specifica forma di calvizie da cui il paziente è stato colpito.

Se si desidera una consulenza professionale per combattere in maniera definitiva la calvizie, consigliamo di dare un’occhiata al Sito Cesare Ragazzi

Calvizie: ecco i rimedi naturali

È possibile combattere la calvizie ricorrendo a dei semplici rimedi naturali? Le soluzioni green, in effetti, possono essere efficaci qualora la calvizie sia di tipo temporanea, ovvero legata a un particolare momento di vita dell’individuo (eccesso di stress, assunzione di particolari farmaci, la menopausa per le donne o uno stile di vita non proprio sano). Tra i principali rimedi naturali segnaliamo i seguenti:

Avocado: questo frutto riduce i radicali liberi presenti nel sangue, i quali sono i principali responsabili della calvizie negli uomini. È possibile sia mangiare l’avocado, sia centrifugarlo e utilizzare il suo succo insieme all’usuale detergente per capelli.

Aloe vera: l’estratto di aloe è un ottimo rinforzante della capigliatura, dalle punte alle radici. Lo si può utilizzare a livello topico oppure assumerlo per bocca.

Zenzero: favorisce il corretto funzionamento del microcircolo e, di conseguenza, rigenera le unità follicolari chiuse o improduttive.

Calvizie: ecco le soluzioni definitive

Nel caso in cui, invece, il soggetto sia affetto da calvizie patologica, non esiste rimedio naturale che tenga. In tal caso è possibile optare per le seguenti soluzioni definitive:

infoltimento di capelli tramite protesi su base polimerica: in questo caso si realizza una protesi che riproduce le caratteristiche fisiognomiche della nuca del paziente; su di essa vengono innestati capelli naturali che presentano le medesime caratteristiche della capigliatura del ricevente;

autotrapianto di capelli: le principali tecniche utilizzate sono la FUT (denominata anche strip) e la FUE; la prima prevede il prelievo di una striscia di pelle del cuoio capelluto, da cui vengono estratti i follicoli piliferi. Questi ultimi, in un secondo momento, vengono impiantati sulla zona del capo colpita da calvizie. La FUE, invece, è un intervento meno invasivo, m molto più lungo. Le unità follicolari, infatti, vengono direttamente prelevate dalla zona nucale colpita da diradamento o da totale perdita di capelli. Questo metodo prevede l’utilizzo di uno strumento denominato punch, ovvero un sistema pneumatico di aspirazione e pressione.

Integratori Polase in offerta contro la stanchezza di primavera

Integratori Polase in offertaIl cambio di stagione è un problema per molti. Secondo le stime, sembra che due persone su dieci all’ arrivo della primavera si sentano stanchi e spossati. I motivi? Soprattutto la variazione dell’esposizione alla luce per un maggiore numero di ore che va a interferire con i meccanismi che regolano il ciclo di sonno-sveglia. Ecco perché ci si sente fiacchi, sonnolenti, con difficoltà a concentrarsi.  Molte persone accusano questi disturbi con l’arrivo della primavera, altre soffrono di più quando si avvicina l’estate e altre ancora patiscono il passaggio alle stagioni maggiormente fredde. In tutti i casi, per superare velocemente questo stato di malessere è molto utile fornire all’ organismo un’integrazione di potassio e magnesio, approfittando delle buone occasioni per risparmiare che si possono trovare, per esempio per gli integratori Polase offerte e sconti online sono sempre tanti n questa stagione dell’anno.

Dieci buone abitudini

Quando le giornate di primavera, i primi caldi e le aumentate ore di luce vengono accolte con nervosismo, irritabilità e stanchezza, significa che il corpo ha bisogno di una quantità maggiore e migliore di carburante. Cioè di quelle sostanze indispensabili per fare fronte con tutte le energie al cambiamento che comporta ogni passaggio di stagione. Migliorare il proprio stile di vita adottando alcune semplici regole è il sistema più efficace per sentirsi subito bene e riuscire a godersi la primavera.

  • Un’abitudine molto importante è quella di cominciare a bere molta acqua e spremute di frutta fresca. Serve a mantenere una costante idratazione e a integrare i sali minerali che si perdono a causa dei primi caldi che provocano una maggiore sudorazione.
  • Evitare di bere alcolici soprattutto a cena e dopo.
  • Consumare i pasti regolarmente, alla stessa ora e senza saltarne nemmeno uno, senza eccedere nelle porzioni.
  • Fare attenzione a quello che si porta in tavola, evitando di mangiare fritti e piatti con condimenti molto elaborati, prediligendo invece cibi freschi e facilmente digeribili, soprattutto la sera a cena.
  • Mangiare molta frutta e verdura per aiutare a depurare il fegato e per fare il pieno di vitamine.
  • Cercare di dormire ogni giorno almeno otto ore, evitando di variare gli orari in cui si va a dormire e in cui ci si sveglia.
  • Limitare il consumo di tè, caffè e di cioccolata perché hanno un effetto eccitante che ostacola il riposo e interferisce con il ritorno alla normalità del ciclo veglia-sonno.
  • Praticare costante attività fisica, meglio se aerobica, sforzandosi di combattere l’inattività che, anche se può sembrare paradossale, non combatte affatto la stanchezza ma la aumenta.
  • Provare ad adottare orari ragionevoli sul lavoro e intervallare con brevi pause per aiutare la mente a staccare.
  • Assumere un integratore di magnesio e potassio. A causa dello stress causato dal cambio di stagione, l’organismo infatti consuma una quantità maggiore di questi elementi rispetto alla norma. E quindi diventa necessario assumerne di più attraverso supplementi che si trovano nei prodotti Polase in offerta nelle farmacie a ogni cambio di stagione.

A cosa servono magnesio e potassio

Integrare l’alimentazione con l’assunzione di magnesio e di potassio è molto importante. Il magnesio serve a tenere sotto controllo la stanchezza e l’affaticamento, è impiegato nel processo di trasformazione delle proteine in energia e serve a rimineralizzare l’organismo in seguito alla sudorazione eccessiva tipica della stagione. Il potassio è indispensabile alla muscolatura per reagire di fronte alla sensazione di debolezza. Ma è anche importante per contrastare l’affaticamento mentale, la difficoltà di concentrazione, i cali di memoria e la cattiva qualità del sonno che si verificano quando vi è una carenza di potassio nell’organismo.

L’assunzione di questi sali minerali aiuta anche a ripristinare l’equilibrio elettrolitico e quindi a combattere i cali di pressione tipici della stagione. Nella gamma di prodotti Polase l’offerta più adatta allo scopo è sicuramente rappresentata da Polase Sali minerali e da Polase Plus che, essendo privo di zuccheri, è adatto anche a chi in questo periodo dell’anno si mette a dieta.

Le migliori tisane per depurare l’organismo

tisane per la dieta

In una dieta sana ed equilibrata bisogna bere tanto. Questa è una delle prime regole che un qualsiasi dietologo o nutrizionista dà a ogni paziente. Oltre all’acqua è possibile bere le tisane, in particolare in certi tipi di diete, sono importanti le tisane depurative per ‘organismo.
Per dieta non si intende solo un regime ipocalorico, ma in generale le regole che ciascuno segue nella propria alimentazione.
Proprio per questo ciascuno può aggiungere alle proprie abitudini alimentari l’assunzione di tisane depurative, che possono essere utili in particolare in certi periodi dell’anno o per raggiungere alcuni obiettivi. Si illustrano alcuni consigli della Dottoressa Paola Falcieri dietologa di Verona sui benefici e proprietà di alcune tisane per dupare l’organismo.

Durante il cambio di stagione, per esempio in primavera, le tisane depurative sono molto utili per ritrovare la forma in vista dell’estate, ma anche per alleviare i problemi dovuti a infiammazioni e allergie.
Ovviamente le tisane non possono sostituire le cure prescritte dal medico, ma possono essere un buon alleato per alleviare i bisturbi o per ritrovare il benessere generale dell’organismo.
Se si sta seguendo una dieta ipocalorica, ovviamente, bisogna bere le tisane senza zucchero.
Una tisana molto utile in primavera è quella al ribes rosso e melissa, perfetta per chi è allergico al polline, perché permette di alleviare i disturbi delle allergie e di godere, quindi, della bellezza della primavera.
Per preparara bisogna unire in un contenitore: 50 gr di piantaggine + 50 gr di ribes nero (foglie) + 50 gr di melissa. In seguito, in una tazza di acqua bollente, bisogna aggiungere 2 cucchiai della miscela e lasciare in infusione per 10 minuti. Se lo si desidera è possibile dolcificare con un cucchiaio di miele.
Berne 3 tazze al giorno per tutto il periodo del polline darà sicuro sollievo.

Si sente spesso parlare di cambio di stagione e di tutti i disturbi che questo può portare al nostro organismo. In Cina questi periodi di transizione sono chiamati “quinta stagione” e, per alleviare il malessere che  può portare, ci si può far aiutare da una tisana.
Gli ingredienti sono: 50 gr di dente di leone + 50 gr di rosmarino. Bisogna versare un cucchiaio di questa miscela in 25 cl ti acqua bollente e lasciar riposare per 10 minuti. In seguito è necessario filtrare. A questo punto si devono aggiungere mezzo cucchiaio di miele e un goccia di olio essenziale di levistico.
Per godere dei benefici di questa tisana bisogna berne tre tazze al giorno per 15 giorni a cavallo del cambio di stagione.
Capitano, inoltre, dei momenti in cui ci si sente malinconici e giù di morale, senza avere un motivo reale apparente. In questo caso si consiglia di bere un litro al giorno, per venti giorni, di una tisana alla genziana, che si prepara versando un cucchiaio di genziana in una bottiglia di acqua a temperatura ambiente. Dopo aver fatto riposare il composto per dodici ore, bisogna filtrarlo, aggiungere mezzo cucchiaino di miele per addolcire il sapore aspro della genziana e 1 goccia di olio essenziale di angelica e berlo freddo o tiepido. Questa tisana non è adatta per chi soffre di gastrite o acidità di stomaco.
Per chi soffre di aerofagia o per chi mangia, qualche volta di fretta, la tisana perfetta è quella con i semi di anice verde. Bisogna versare un cucchiaio di semi di anice  in 25 cl di acqua fredda, portarla a ebolizione e lasciar bollire per tre minuti; in seguito spegnere e lasciar riposare per cinque minuti.
Questi sono solo alcuni esempi di tisane che si possono preparare comodamente a casa, in pochi minuti, e che possono alleviare disturbi fastidiosi e malesseri.

Jogging, elisir di lunga vita: come iniziare a correre senza stress

Correre fa bene. Lo dice il corpo, lo dice la mente. Da anni, gli esperti non fanno che elencare tutti i benefici del jogging, elevando questa attività ad una sorta di elisir di lunga vita. E non a torto, perché numerosi studi scientifici hanno dimostrato quanto sia efficace per prevenire malattie, mantenere il fisico in perfetto stato e aumentare le aspettative di vita.


Foto da fitness.pazienti.it

In particolare, correre aiuta:

  • il cuore, abbassando la pressione e curando diverse malattie cardiovascolari
  • il peso forma, perché previene l’obesità supportando regimi alimentari ipocalorici
  • la mente: è antistress e migliora la concentrazione
  • la resistenza del corpo e delle articolazioni, in particolare caviglie e ginocchia (a patto che si usino scarpe adeguate)
  • a rinforzare le ossa
  • a rendere più efficiente il metabolismo e allontanare disturbi gastro intestinali
  • a dormire meglio: l’attività fisica in generale eleva la qualità del sonno.

Molti preferiscono ritagliarsi un po’ di tempo – la mattina o dopo l’orario di ufficio -, allacciarsi le scarpe e scendere per una sgambata al parco più vicino, piuttosto che sconfiggere la pigrizia cronica pagando un abbonamento in palestra o in piscina. Non serve prenderla troppo sul serio e cercare di raggiungere livelli da maratoneta professionista: è sufficiente sgambettare un paio d’ore alla settimana ad un ritmo lento per iniziare a sentire i benefici. Basta poco, ma quel poco va fatto in modo corretto.

Come tutti gli sport, anche il jogging, sollecitando il fisico, può causare infortuni, se praticato in modo improprio. Se stai pensando di iniziare a correre, e vuoi farlo in modo sicuro e piacevole, è utile che prenda nota di alcuni accorgimenti. Eccoli:

  • inizia gradualmente, con un percorso limitato e una velocità moderata: non strafare, molto meglio tenere un ritmo regolare
  • investi in abbigliamento adatto e scarpe comode, per sentirti bene mentre corri e non incorrere in infortuni, fastidi o patologie (come tendiniti e piedi piatti) che una volta croniche potrebbero comportare il ricorso alla chirurgia del piede
  • fai della corsa un’abitudine; le prima volte sarà un ‘dovere’ ma col tempo diventerà un piacere ed un rilassante rifugio dallo stress
  • ogni tanto cambia percorso, per non annoiarti e rinnovare la motivazione
  • varia gli orari, se possibile, per capire quando hai più energia
  • ascolta musica, per scandire il ritmo dei passi e correre in rilassatezza
  • non cronometrarti: non stai gareggiando con nessuno, nemmeno con te stesso
  • fai stretching prima e dopo, per scaldare e rilassare i muscoli.

Italiani sempre più inclini al turismo dentale in Croazia

Sempre di più sono gli italiani che vanno all’estero per curare determinati aspetti della propria salute: un ottimo esempio sono coloro che scelgono i dentisti in Croazia come figure professionali di fiducia.

Da cosa nasce questo fenomeno sempre più diffuso

Dal 2000 in poi, grazie all’introduzione della moneta unica in gran parte dei paesi europei, è stato possibile per gli italiani rivolgersi a figure professionali anche fuori dal proprio paese. La figura del dentista è una di quelle più ricercate all’estero da parte degli italiani: la Croazia si sta affermando ormai già da diversi anni come una meta ideale per chi vuole cure dentali di primo livello. Infatti proprio gli odontoiatri in Croazia garantiscono un’assistenza di qualità per coloro che ne abbiano bisogno. Anche perché è necessario tenere presente che in Italia il costo delle cure dei denti sta lievitando sempre più nel corso degli ultimi anni. Ecco perché sono tanti coloro che scelgono di affidarsi a cliniche dentali in Croazia che, oltre ad un notevole risparmio, garantiscono anche un risultato del tutto soddisfacente. Il turismo dentale in Croazia è perciò un fenomeno sempre più in via di espansione per svariati motivi e anche perchè le possibilità non mancano: ci sono tanti dentisti in Croazia a cui potersi affidare e da cui avere un’assistenza completa.

I numeri parlano chiaro: dentisti in Croazia molto richiesti

Per capire l’imponenza di questo fenomeno che spinge sempre più italiani ad andare all’estero per curare i propri denti ci sono dei numeri forniti direttamente dall’ISTAT. Sono addirittura tra i 20 e i 30mila gli italiani che ogni anno si recano in Croazia per avere un’assistenza dentale. Questo dato dimostra come le cliniche dentali in Croazia forniscano un’assistenza completa e che evidentemente soddisfa molto gli italiani. Le persone che preferiscono gli odontoiatri in Croazia vengono per lo più dalle regioni settentrionali, col Trentino al primo posto. Numeri che tendono a scendere man mano che si scende verso il meridione. I dentisti in Croazia sono di grande successo tra italiani con un livello scolastico più alto: secondo le statistiche rilevate dall’ISTAT, gran parte degli italiani che si reca in Croazia ha una laurea. Questo dimostra che si vuole avere un’assistenza da parte di cliniche dentali in Croazia dove curare in modo eccellente la propria dentatura.

Odontoiatri in Croazia: quali vantaggi ci sono?

Se tanti italiani scelgono i dentisti in Croazia i motivi non sono certo casuali. Bisogna infatti considerare un aspetto di non scarsa rilevanza come quello economico: in cliniche dentali in Croazia si può avere una completa assistenza per la cura dei propri denti a prezzi convenienti. Prezzi che saranno sicuramente più bassi rispetto all’Italia dove il caro vita è decisamente maggiore. Questo spiega perché tanti italiani cercano odontoiatri in Croazia che hanno il giusto livello di formazione. Infatti pagare di meno rispetto all’Italia non vuol dire avere un servizio poco soddisfacente. Anzi, queste figure professionali si aggiornano continuamente per mettere a disposizione dei clienti le tecniche più all’avanguardia. I dentisti in Croazia avranno anche uno stipendio minore rispetto a quello degli italiani. E ciò spiega il motivo per cui il costo delle cure presso odontoiatri in Croazia è decisamente minore. Un vantaggio notevole è quello legato anche alla capacità di sfruttare tecniche moderne e strumentazioni innovative all’interno delle cliniche dentali in Croazia. Dunque un rapporto qualità-prezzo elevato e conveniente per tutti quegli italiani che scelgono di affidare la cura dei propri denti ai dentisti in Croazia.

H2O, il digitale che i medici vogliono

I medici italiani vogliono software gestionali per curare meglio, ma sono poche le strutture che mettono a loro disposizione queste tecnologie. È quanto emerge da un sondaggio dell’Osservatorio Netics, che ha intervistato 500 tra specialisti e infermieri.


Foto da iottechexpo.com

L’evoluzione tecnologica della sanità italiana – e della sua burocrazia – ha fatto passi da gigante, ma lo spread digitale del settore è ancora ampio se si fa il paragone tra la tecnologia informatica di una struttura italiana ed una, ad esempio, tedesca o austriaca (tanto per non andare troppo lontano).

Medici e infermieri non chiedono altro che poter disporre di strumenti che siano di supporto alle decisioni diagnostiche, terapeutiche e assistenziali, che siano avanzati anche in materia di trattamento dei dati sensibili e che garantiscano personalizzazione, velocità e facilità di utilizzo.

I software utilizzati oggi nelle strutture italiane sono pensati, nella maggioranza dei casi, quasi unicamente per archiviare la documentazione “a futura memoria” (quella da scartabellare in caso di contenzioso…) per un futuro utilizzo a scopo assicurativo-legale. Lo stesso Fascicolo sanitario elettronico, come evidenziano le interviste, stenta ad evolversi dal ruolo attuale di mero contenitore di files Pdf.

Sul mercato esiste una tipologia di software gestionale per poliambulatorio, come H2O di Afea Sanità, utile per ottimizzare le procedure e, al tempo stesso, razionalizzare le risorse riducendo il rischio clinico, anche in sala operatoria. Le sue funzionalità – applicabili a qualsiasi ramo specialistico di ogni dimensione – consentono di monitorare l’efficienza dell’attività clinica, dei medicinali e degli strumenti utilizzati, l’agenda delle sale e la qualità delle prestazioni mediche erogate.

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