Gli ausili utili a migliorare la vita quotidiana dei disabili

Il nostro Paese è a misura di disabile e di anziano? La risposta, in linea di massima, fortunatamente è sì. Purtroppo però ci sono ancora delle zone non completamente accessibili dai diversamente abili.

A tal proposito, è utile ricordare che esistono vari attrezzi utili a semplificare la vita dei disabili. Per chiunque sia alla ricerca di uno di questi attrezzi, il consiglio è di visitare il sito https://scooterdisabilieanziani.it/ dove è possibile scoprire i prodotti e individuare quello che fa per noi.

È importante indagare in maniera attenta e scrupolosa su quelle che sono le esigenze specifiche del nostro caro e capire il contesto in cui tale attrezzo dovrà essere utilizzato. In buona sostanza, sarà particolarmente importante capire e tenere ben presenti le eventuali barriere architettoniche con le quali si dovranno fare i conti durante gli spostamenti.

Ma vediamo di scendere più nel dettaglio e di capire quali sono i migliori attrezzi a disposizione e come poter scegliere quello giusto.

Mobilità accessibile: ecco gli attrezzi a disposizione dei disabili e degli anziani

Il primo e più importante attrezzo per garantire una mobilità autonoma ai disabili è il classico scooter. Questi particolari scooter dotati di ben quattro ruote sono particolarmente stabili, poco ingombranti, maneggevoli e offrono la possibilità ai disabili e anziani di muoversi in totale libertà.

Essendo mezzi elettrici, infatti, possono circolare in strada ma anche nei luoghi chiusi senza alcun genere di problema. Attenzione, però: essendo mezzi a motore, seppur piccoli, devono essere guidati da persone in grado di poter contare su una certa agilità e su una prontezza di riflessi tale da riuscire a reagire in maniera rapida ad ogni genere di input esterno.

Per quanto riguarda la scelta dello scooter, le alternative a disposizione sono moltissime. Modelli, forme, tipologie di scooter: sul mercato ci sono prodotti di vario genere e prezzo in modo tale da cercare di andare incontro alla perfezione ad ogni genere di esigenza.

Ti stai chiedendo se gli scooter siano l’unica soluzione per agevolare la mobilità di tutti i giorni di disabili e anziani? La risposta è ovviamente no. Oltre alla classica sedia a rotelle, infatti, è bene ricordare che ci sono molti altri attrezzi che, a seconda delle specifiche esigenze, possono aiutare anziani e disabili e rendere la loro vita decisamente molto più semplice.

Tra questi ci sono, ad esempio, i deambulatori cosiddetti fissi. In buona sostanza, si tratta di deambulatori dotati di ruote che possono essere utilizzati sia in casa che all’aperto e che rappresentano un vero e proprio sostegno per tutti coloro che non riescono a muoversi agilmente.

Alternativa interessante è rappresentata anche dai bastoni da passeggio che fanno al caso di tutti coloro che possono ancora contare su un minimo di autonomia ma che hanno comunque necessità di un sostegno per potersi muovere in maniera completamente sicura. Per quanto riguarda i bastoni, sul mercato si ha la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di alternative. Ci sono quelli dotati di luce, quelli con appoggio stabile e rinforzato e addirittura quelli che si possono piegare.

Insomma, a questo punto non resta altro da fare che indagare in merito alle specifiche necessità del destinatario dell’acquisto e capire quale è la soluzione migliore per rendere la sua vita (e il suo movimento) più semplice e piacevole.

Come e ogni quanto andrebbe lavata una borraccia?

Oggigiorno un sacco di sostanze inquinanti continuano ad essere presenti nella nostra quotidianità. Basti pensare ai prodotti che acquistiamo al supermercato o ai bicchieri e bottigliette di plastica presenti nei distributori automatici che abbiamo in ufficio. Siamo diventati schiavi della plastica e di “inutili” packaging.

Non è però ancora tutto perduto: sembra infatti essersi ormai affermata come una moda l’alternativa ecologica alle tradizionali e inquinanti bottiglie di plastica. Si, parliamo proprio delle borracce in alluminio acquistabili anche online all’interno di famosi portali o tramite i siti web dedicati come il portale Borracce Termiche dove si possono trovare molte informazioni e consigli utili per la propria scelta d’acquisto.

In molti hanno compiuto questa scelta, dal tuo ex compagno di scuola alla tua celebrità preferita, la borraccia sta iniziando ad essere il mezzo preferito da tutti per potersi idratare in maniera ecologica. Ti stai chiedendo come mai il cambiamento non sia avvenuto in maniera radicale e perché uno strumento così comodo e utile per l’ambiente non sia diventato la norma??

Ha tutto a che vedere con la facilità d’uso: se per una bottiglia di plastica, infatti, ti basterà aprire il tappo, bere e buttarla, la borraccia di contro è sempre lì con te, la riempi, la svuoti, la lavi e di nuovo da capo. Visto e considerato che sta sempre con te, oltre a condividere il tuo tempo condividerà con te anche i germi.

Bisogna stare attenti a quello che può formarsi all’interno di una comune borraccia, l’acqua e, ancora peggio, le bevande zuccherate, sono terra fertile per numerosissimi tipi di batteri, funghi, alghe, microorganismi che trovano nell’acqua spazio e risorse per proliferare, ancora peggio è il caso dello zucchero che potrebbe risultare appetitoso anche per esserini più grandi.

La borraccia necessita quindi di manutenzione, di quanta manutenzione si sta parlando però? Ti toccherà dover tenerla d’occhio in maniera ossessiva, oppure si tratta di un semplice accorgimento da avere una volta ogni tanto? Non disperare perché la borraccia non è assolutamente un impegno a tempo pieno e la pulizia di quest’ultima non è altro che un piccolo favore che ti stai facendo per avere la più igienica delle esperienze.

Evitare di lavare la borraccia ogni giorno, non è necessario e soprattutto può portare all’effetto contrario proprio come succede con i capelli se ti fai lo shampoo ogni giorno, tenere d’occhio o meglio “di naso” l’odore della borraccia, più risulta sgradevole più batteri sono presenti, presta particolare attenzione al collo e al tappo che spesso vengono considerati di meno ma sono addirittura le zone più pericolose.

Per quanto riguarda il processo di lavaggio il tutto dipende dal tipo di materiale di cui è composta la borraccia.

In ogni caso e per ogni tipo di materiale la semplice risciacquata non è assolutamente abbastanza per considerare la borraccia pulita, l’acqua come già detto è la casetta preferita dei batteri e dei germi, per questo motivo, risciacquando la borraccia semplicemente non stai facendo altro che un favore a queste formazioni di microorganismi.

Se la borraccia è in acciaio inox ti toccherà riempirla per metà di acqua calda, all’acqua accompagna una normale goccia di detersivo per piatti e successivamente agitala per qualche secondo, dopodiché risciacqua più volte e non dimenticare di asciugare accuratamente, se il collo della bottiglia lo consente potrai farlo con una normale spugna altrimenti ti toccherà usare lo scovolino per bottiglie, verremo dopo alle diverse tipologie di borraccia e quali acquistare.

Un altro metodo è quello della nonna, riempire la borraccia per metà d’acqua e aggiungere aceto o un cucchiaio di bicarbonato per poi lasciare il tutto a riposare per la notte, risciacquare e asciugare attentamente poi il mattino dopo.

Se la borraccia è in alluminio devi evitare le sostanze acide per pulirla, l’alluminio per le sue proprietà chimiche non interagisce bene con le sostanze acide e rischia di rovinarsi.

Se invece la borraccia cita la scritta “lavabile in lavastoviglie” basterà infilarcela e avviare il lavaggio.

Per aiutarti ulteriormente puoi seguire una semplice guida prima di acquistare una borraccia, scegli i migliori materiali, preferibilmente acciaio inossidabile (che sia ad uso alimentare), cerca una borraccia col collo abbastanza largo e considera di prendere uno scovolino per bottiglie, fai in modo che la tua borraccia sia anche di quelle col fondo removibile: questa piccola caratteristica ti salverà la vita in fase di pulizia.

I migliori esercizi da fare e attrezzi da usare per rassodare i glutei

Fare sport è estremamente importante. Svolgere attività sportiva, come tutti sappiamo, ci aiuta ad accelerare il metabolismo che, abbinato a una corretta alimentazione, contribuisce a restituirci un corpo sano e pieno di vitalità.

Lo sport è un toccasana per moltissime funzioni del nostro organismo e soprattutto per il cuore, aiutandoci a prevenire il rischio di malattie cardiovascolari e altri problemi cardiaci. Per molti lo sport è importante poi anche per una questione estetica: a chi non piace avere un corpo più tonico e snello? Le donne, in particolare, si iscrivono in palestra con un obiettivo che prevale su tutti: quello di ottenere glutei sodi.

Non tutti sanno che i glutei non sono composti da un singolo muscolo. I muscoli dei glutei sono ben tre: il piccolo, il medio e il grande gluteo. Il primo è un abduttore, il secondo è il più forte abduttore della nostra anca e infine, il terzo, è quello principale.
Il paragrafo successivo è pensato proprio per darti delle dritte per raggiungere l’obiettivo di rassodare questi muscoli. I famosi “glutei d’acciaio” non saranno più un miraggio.

Come migliorare il proprio Lato B

Squat: questo esercizio è assolutamente uno dei migliori per rafforzare i tuoi glutei. Per uno squat “ben fatto” basta mettere le gambe leggermente divaricate, senza esagerare, e scendere giù il più possibile mantenendo la schiena sempre dritta. È importante che la discesa sia lenta, come anche la risalita, e che le tue ginocchia non superino la punta del piede. La cosa più complicata è riuscire a mantenere le ginocchia rivolte verso l’esterno fino a raggiungere nuovamente la posizione eretta.

All’inizio potrebbe essere utile guardarsi allo specchio durante l’esercizio per capire se lo stai facendo correttamente. Dopo un po’ di pratica, potrai rinunciare allo specchio e, se sarai sicuro di aver imparato la tecnica, potrai iniziare ad aggiungere dei pesi per aumentare l’efficacia dell’esercizio: potrai optare per un kettlebell (un peso singolo dotato di maniglia) sollevandolo con entrambe le mani facendo attenzione a tenerlo al centro e sempre vicino al tuo corpo, o potrai scegliere il bilanciere. Il peso da sollevare andrà scelto in base alle tue condizioni fisiche e alla tua preparazione atletica. Basta fare molta attenzione a non esagerare per non danneggiare (anziché migliorare) il tuo fisico.

Stacchi: essi riguardano principalmente i muscoli dell’anca e sono ottimi per il rafforzamento dei glutei. La tecnica consiste nel sollevare un bilanciere tenendo le spalle allargate, la schiena eretta e le gambe tese. Mentre farai scendere il bilanciere dovrai alzare il busto tenendo i glutei contratti, in modo tale da esercitare una buona pressione. Anche in questo caso servono concentrazione e precisione, facendo attenzione a non esagerare con il peso sollevato pe non danneggiare le articolazioni e la schiena.

Affondi: ecco un altro esercizio, semplice e molto efficace, per rassodare i glutei. In posizione eretta dovrai disporre le mani lungo i fianchi e portare in avanti la gamba che preferisci, scendendo con il resto del corpo formando un angolo di 90° per poi ritornare in posizione eretta. Per evitare danni alle ginocchia è importante che il ginocchio destro non superi la punta del piede. Come suggerisce il sito https://miglioriattrezzipalestra.it, per aumentare, anche in questo caso, l’efficacia dell’esercizio potrai aggiungere due kettlebell (uno per ogni mano) in base al peso che ritieni di poter sopportare.

Attrezzi in palestra per rafforzare i glutei

Anche in palestra puoi trovare moltissimi attrezzi utili a rafforzare il tuo lato B. Tra i più utilizzati a questo scopo abbiamo il climbmill, per simulare una salita di scale continua regolandone l’intensità.
Ci sono poi le cyclette che ti permettono di eseguire lo spinning, esercizio in grado di farti bruciare molte calorie e al contempo tonificare i muscoli di gambe e glutei. Per svolgere al meglio questo esercizio ed evitare infortuni è necessario assicurarsi di mantenere una postura corretta durante la pedalata e avere una buona regolazione di sella e manubrio. La testa dovrà rimanere dritta e le spalle rilassate.

L’ellittica è un altro strumento molto usato nei centri sportivi: è un mix tra uno stepper e una cyclette e ti permette di tonificare i muscoli del corpo e di bruciare grassi. Basterà appoggiare le mani sulle maniglie, avere la schiena in posizione eretta e contrarre i muscoli degli addominali, eseguendo un leggero movimento delle gambe per andare avanti e indietro.

Gli squat con il bilanciere, come abbiamo visto, sono altri degli esercizi più eseguiti da tutti i palestrati. Ci sono però anche le gluteus machine, molto utilizzate e scelte soprattutto dalle donne che riescono a sostenere meno facilmente il peso del bilancere. Queste macchine permettono di svolgere esercizi con il massimo controllo e puntando ad un ottimo risultato.

Sono molti, come abbiamo visto, gli esercizi che puoi fare a casa o in palestra per rassodare i glutei. L’importante è fare sempre molta attenzione a non esagerare con il carico: la zona lombare, le ginocchia, la tua schiena e le articolazioni in generale, potrebbero accusare gravi danni se sottoposti a uno sforzo eccessivo o a un movimento scorretto.

Cos’è il misuratore di pressione e come utilizzarlo

350Omron M6 bracciale Confort-600x600

Parlando di pressione arteriosa non si può non parlare anche del misuratore di pressione, lo strumento usato per misurarla.
Ma cos’è il misuratore di pressione come funziona e quando diventa utile? Lo scopriremmo di seguito.

Cos’è il misuratore di pressione
Il misuratore di pressione è uno strumento biomedicale conosciuto col nome tecnico di sfigmomanometro o sfigmometro o sfigmoscopio.
Lo sfigmomanometro è stato inventato alla fine dell’ottocento mentre il suo nome trae origine dal greco antico. Il nome è composto dalle parole sphygmòs, che significa pulsazione, e da manometro, che è a sua volta composto dalle parole manòs e métron, che significano raro e misura.
Il nome stesso quindi ci indica a cosa serve lo sfigmomanometro, ovvero il misuratore di pressione.
Il misuratore di pressione quindi non serve ad altro se non a misurare la nostra pressione arteriosa e tenerla sotto controllo, che in alcuni casi diventa molto utile se non essenziale.
Ad oggi ci sono sul mercato una gran varietà di differenti misuratori di pressione; la differenza maggiore è tra i misuratori di pressione manuali e quelli digitali.
I più diffusi tra i consumatori sono di sicuro i misuratori di pressione digitali poiché di più facile utilizzo; basta infatti posizionarli e assicurarli intorno al braccio, lo si fa partire con l’apposito bottoncino e dopo poco si potrà leggere i valori sullo schermetto di cui è dotato il dispositivo.
Esistono poi altre due categorie, gli sfigmomanometri da polso e quelli da braccio.
Il più diffuso e il più classico è il misuratore di pressione da braccio. In questo caso bisogna però prestare attenzione a dove e come lo si posiziona, poiché una posizione scorretta potrebbe alterare leggermente i valori.
Il misuratore di pressione da polso si consiglia in casi di persone con le braccia dal grande diametro ed è sconsigliato in casi in cui ci sia un segnale dell’arteria radiale debole. Inoltre lo sfigmometro da polso può essere più semplici da usare ma risenti molto di qualsiasi movimento del polso e ovviamente del debole segnale dell’arteria.
Per questo il misuratore di pressione da braccio è quello più diffuso, sopratutto se si tratta di auto-misurazioni effettuate in casa.

Quando è utile e come si usa
Il misuratore di pressione diventa utili in tutte quelle patologie che necessitano di un monitoraggio costante della pressione, come ad esempio iper-tensione o ipotensione.
L’ipotensione arteriosa di per se non è grave e pericolosa quanto l’ipertensione, ma può comunque essere invalidante è in alcuni casi anche pericolosa.
L’ipertensione invece può causare danni ed anche essere fatale per questo è utile e necessario un monitoraggio costante.
Ma come bisogna procedere per effettuare un’auto-misurazione della pressione?
Come già detto con i nuovi dispositivi digitali è molto semplice perché fa quasi tutto da solo. Ci sono però dei piccoli accorgimenti che bisognerebbe seguire.
Prima di effettuare la misurazione bisognerebbe essere a riposo e non avere eseguito alcuno sforzo fisico, bisogna essere sdraiati o seduti da almeno cinque minuti in pieno relax. Liberate il braccio dagli indumenti, avvolgete poi il braccio con il manicotto in gomma fate partire il misuratore di pressione e il dispositivo farà il resto.
Bisogna anche essere a conoscenza dei valori di riferimento che giustamente vi saranno comunicati dal vostro medico.
Se necessitate di acquistare un misuratore di pressione informatevi bene e fatevi consigliare dagli esperti poiché l’offerta è davvero ampia, questo ad esempio è uno dei modelli forniti da Asklepion.biz

Psicologia e Psicoterapia: i consigli per diventare uno psicologo

Psicologia e psicoterapia: qual è il confine?

Psicologo e psicoterapeuta sono due figure professionali molto simili per certi aspetti perché entrambe puntano alla cura del disturbo e del disagio psichico di un soggetto, più soggetti o di una comunità. Differiscono invece per ciò che concerne il percorso formativo da compiere e la natura della loro attività professionale.

La psicologia interviene con l’ausilio di appositi strumenti conoscitivi e tecniche collaudate per prevenire o diagnosticare patologie legate alla dimensione più intima e interiore di un soggetto. Altresì, la psicologia è atta a mettere in marcia una serie di interventi mirati sull’individuo per la riabilitazione da traumi emotivi e il reinserimento del paziente nelle pratiche sociali quotidiane. La formazione di uno psicologo spesso passa attraverso la formazione presso una scuola psicoterapia cognitiva.

La psicoterapia, invece, può essere definita come quell’attività che mira a curare la cosiddetta sofferenza psichica, e cioè quella sintomatologia tipica che si manifesta attraverso disturbi psicologici individuabili e riconoscibili. Più nello specifico, la psicoterapia interviene sulla persona con l’obiettivo di risolvere disagi legati alla sfera comportamentale ed emotiva di un individuo ricorrendo attraverso una serie di pratiche quali possono essere il colloquio o l’analisi dei sogni, condivisibili tra l’altro con la psicologia. Infatti, i confini tra le due pratiche non sono sempre facilmente individuabili in modo netto e preciso e talvolta sembrano addirittura sovrapporsi inevitabilmente.

Psicologia e psicologia applicata

Assumendo che tradizionalmente la psicologia viene suddivisa in due branche, vale a dire quella teorica e quell’applicata, la psicoterapia può essere sostanzialmente considerata come un esempio di psicologia applicata volta a mettere in pratica i concetti fondamentali della psicologia.
Possiamo certamente affermare che la psicoterapia interviene sul disagio psicologico promuovendo la crescita del soggetto interessato attraverso una serie di attività atte a riattivare delle leve esistenti ma probabilmente azionate dal paziente in modo disfunzionale. L’obiettivo della psicoterapia è migliorare la qualità della vita di un paziente alimentando consapevolezza e autostima, forze che combinate tra loro permettono di compiere un percorso riabilitativo dove la meta ultima è l’autorealizzazione del paziente.

Come diventare psicologo o psicoterapeuta

Chi ambisce alla professione di psicologo o psicoterapeuta deve certamente sapere che la strada è ardua e in salita, per tale ragione, consigliamo di intraprendere questo percorso se animati da una grande vocazione e spirito di sacrificio. Fatta questa premessa, vediamo nello specifico qual è l’iter da compiere per esercitare tali professioni.
Innanzitutto, sarebbe ottimale possedere una maturità scientifica o classica in quanto rappresentano un notevole valore aggiunto per il proseguimento degli studi universitari incentrati su corsi medico-scientifici. Successivamente sarà necessario conseguire un titolo di laurea quinquennale in Psicologia e maturare un determinato numero di ore di tirocinio come da piano studi. La qualifica ottenuta sarà “dottore in psicologia” ma attenzione perché la stessa non abilita alla professione per la quale sarà invece necessario iscriversi all’esame di Stato.

L’abilitazione alla professione, infatti, si ottiene solo dopo aver superato l’Esame di Stato in psicologia che permette successivamente l’iscrizione all’Ordine degli psicologi nella regione dove l’esame è stato sostenuto. Inoltre, esistono diversi campi di specializzazione in psicologia , ragion per cui si possono distinguere varie figure professionali legate alla psicologia quali: lo psicoterapeuta, lo psicologo clinico, lo psicologo del lavoro, lo psicologo scolastico, il neuropsicologo, il criminologo, il sessuologo e ancora lo psicologo sociale, dello sport e tanti altri a seconda del campo di applicazione delle scienze psicologiche.
Nella fattispecie, tornando a coloro che aspirano a diventare psicoterapeuti, è importante sapere che dovranno prima ottenere l’abilitazione alla professione di psicologo secondo le modalità finora elencate, e una volta abilitati, dovranno ulteriormente frequentare una scuola di specializzazione in psicoterapia della durata complessiva di 4 anni. Durante lo svolgimento della specializzazione dovranno altresì realizzare un regolare tirocinio di circa 200 ore. Infine, è importante sapere che sono ammessi alla scuola di specializzazione in psicoterapia anche coloro che hanno conseguito una laurea in medicina ma con la specifica che l’abilitazione riguarderà unicamente la professione di psicoterapeuta e non quella di psicologo.

Vulvovaginite: Come affrontare il problema che affligge tante donne

Vulvovaginite e alcune informazioni importanti

La vulvovaginite è un disturbo con cui si trovano a dover combattere ormai tante donne. Si tratta di un processo infiammatorio che colpisce in primo luogo la vagina e la sua parte esterna, ovvero la vulva. I segni possono essere molto fastidiosi ed influenzare in modo evidente la vita delle donne. Alla base della vaginite ci sono condizioni legate ad infezioni batteriche o anche irritazioni che determinano alterazioni nell’ecosistema della vagina. Il che determina una serie di scompensi di non poco conto e che portano ai tipici sintomi di un’infiammazione vaginale: la sensazione di prurito collegata al bruciore è quella tipica di questa condizione, oltre a edema e dolori. Senza dimenticare che vi è anche un’aumentata possibilità di andare incontro a delle perdite che non sono correlate al ciclo mestruale e che sono segno a cui prestare una certa attenzione. Mediante un test di analisi delle secrezioni vaginali è possibile effettuare la diagnosi della vulvovaginite. La condizione di vulvovaginite nella maggior parte dei casi è assolutamente reversibile, ma se non viene trattata nel modo idoneo può portare anche ad una cronicizzazione. Oltre ai fattori infettivi, con funghi e batteri principali rischi per l’apparato riproduttivo femminile, è bene precisare che alla base della vulvovaginite può esserci anche una componente legata alle cattive abitudini. Un utilizzo eccessivo di prodotti come detergenti e lavande vaginali può determinare problemi di infiammazione a carico della vagina.

Come bisogna trattare nel modo giusto una vulvovaginite

I sintomi di una vulvovaginite sono molto fastidiosi e se non trattati possono creare disturbi continui durante le attività quotidiane. Ecco perché è bene conoscere attentamente alcuni semplici rimedi da porre in essere così da non soffrire per via della manifestazione di questa condizione. Innanzitutto è bene fare affidamento alla consulenza di un ginecologo che potrà valutare il proprio stato e scegliere nel modo giusto l’antibiotico più adatto. I principi attivi più efficaci sono il metronidazolo e la clindamicina, oltre ad alcuni analoghi: questi vanno assunti per lo pià per via orale e per diversi giorni. Non mancano anche alcune formulazioni da utilizzare direttamente per via vaginale e che sono utili soprattutto nelle condizioni più problematiche della vulvovaginite. Inoltre nel momento in cui si manifestano i tipici segni dell’infiammazione di vulva e vagina è utile ricordare che bisogna evitare l’utilizzo di prodotti come profumi e deodoranti intimi oltre che di creme depilatorie. Ridurre al minimo condizioni che possano aggravare i sintomi dell’infiammazione è uno dei primi rimedi efficaci per contrastarla. Senza dimenticare che nei casi meno gravi si può anche ricorrere semplicemente all’utilizzo di farmaci antinfiammatori consigliati dal medico oppure degli antistaminici visto che la vulvovaginite può originare in seguito a reazioni allergiche.

Prevenzione e vulvovaginite: cosa è fondamentale sapere

Molto spesso alla base della vulvovaginite ci sono delle scorrette abitudini di vita che una donna può mantenere nell’arco delle proprie giornate. Si tratta di un fenomeno trasversale: ciò vuol dire che può riguardare le ragazzine fino ad arrivare alle donne di una certa età. La vulvovaginite va evitata anche mediante dei rapporti sessuali protetti. Infatti la vagina durante un rapporto non protetto può essere esposta ad agenti infettivi dotati di elevata patogenicità: ecco perché è preferibile utilizzare il preservativo così da evitare pericoli. Inoltre non bisogna sottovalutare anche l’utilizzo di indumenti intimi idonei che possano ridurre tutti i fastidi della vulvovaginite. Meglio avere sempre slip in cotone che possano così evitare il ristagno di secrezioni vaginali e soprattutto fare in modo che ci sia una corretta ossigenazione. Da non sottovalutare affatto anche la componente alimentare che ha una certa importanza in tema di vulvovaginite: questo vuol dire scegliere delle sostanze che possano integrare al meglio alcuni nutrienti utili per l’organismo femminile. Meglio inserire nel proprio regime alimentare yogurt e fermenti lattici a base di lattobacilli, evitando invece di abusare con carboidrati e zuccheri. Da una vita sana passa anche una maggiore sicurezza per quanto concerne i pericoli di infezioni nelle zone intime.

Trucco biologico

Da un po’ di tempo a questa parte si sta sempre più espandendo la cultura del “biologico” proprio perché si è finalmente iniziato a prendere coscienza non solo della nostra importanza nel mondo, ma anche dell’importanza che l’ambiente ha e deve avere per offrirci il massimo dei benefici e per garantirci una piacevole convivenza.

L’Italia è arrivata un po’ in ritardo rispetto al resto d’Europa, ma anche qui adesso si sta sempre più espandendo la passione per il biologico che abbraccia diversi campi, partendo dal cibo fino a toccare niente poco di meno che i trucchi e le creme di bellezza. Come ogni cosa bisogna fare sempre attenzione al prodotto che si compra e, a prescindere dall’aspetto ideologico, occorre valutare sempre gli aspetti positivi e negativi di ogni cosa. Parlando di prodotti di bellezza e del make up bio, vogliamo qui esprimere un’opinione personale sui pregi e sui difetti che questi tipi di trucchi possono avere.

La prima nota positiva dei make up biologici è che rispettano l’ambiente e la nostra pelle e, proprio perché sono costituiti da elementi naturali, non aggrediscono e sono delicati persino con le pelli sensibili non causando allergie o ulteriori problemi davvero poco piacevoli. In più, dato che non sono fatti con prodotti chimici, sono eco-sostenibili in tutto e per tutto. Questo ci responsabilizza nel caso in cui decisiamo di voler trattare bene il mondo che ci circonda pur senza rinunciare alla nostra cura personale e alla bellezza, come i make-up

Come ogni cosa però anche i make up bio possono avere alcune note che potremmo definire un po’ negative. La prima cosa da ricordare è che purtroppo in Italia, proprio perché sono in commercio da poco tempo, possono avere dei prezzi un po’ alti. Per quanto si riconosca la validità del prodotto, si stenta a comprarli per colpa dei prezzi alti. Non vi è grande varietà di nuance. Avere a disposizione pochi colori, dato che ancora le aziende non investono su di essi o il loro budget non lo permette, porta a non sceglierli sempre e talvolta a non preferirli. Per le più esperte la scelta di un prodotto bio non può pretendere il water proof.

L’assenza positiva di siliconi  comporta una scarsa resistenza all’acqua che a sua volta porta a non sceglierli. Per queste ragioni, il mondo femminile si trova diviso tra i prodotti tradizionali e quelli bio. Ma una domanda sorge spontanea. Meglio la salute nostra e dell’ambiente o il possedere dieci colori differenti di ombretto?

Come scegliere uno psicologo sul web?

197come scegliere uno psicologo sul web

Nel momento in cui decidiamo che abbiamo bisogno di un aiuto professionale per affrontare un malessere o un disagio psicologico o relazionale, ci troviamo di fronte ad un’importante e difficile scelta: da chi andare.

Possiamo chiedere ad amici che si sono già trovati di fronte ad una scelta simile, ma può darsi che non vogliamo diffondere la notizia di un nostro disagio oppure non abbiamo a disposizione qualcuno che ci possa consigliare o del cui giudizio ci fidiamo.

A questo punto  cominciamo a googlare ed immettiamo parole come psicologo firenze, insomma “psicologo + [città]”, “miglior + psicologo + [città]”, ecc.

Ed ora che abbiamo pagine e pagine di nominativi, quale criterio di scelta possiamo adottare?

Il mondo degli psi-qualcosa è immenso e le varie differenze tra un tipo di professionista e l’altro sono davvero conosciute solo dagli addetti ai lavoro e, a volte, neanche da questi. Continua a leggere

Metodi efficaci per evitare la perdita dei capelli

La calvizie è un problema molto diffuso tra la popolazione (soprattutto maschile: ne soffrono 8 uomini su 10) e per molti rappresenta un grave motivo di disagio e depressione. Proprio per evitare di andare incontro a disturbi di natura psicologica, è necessario correre quanto prima ai ripari. Vediamo nel dettaglio come è possibile contrastare in maniera efficace il diradamento e la perdita dei capelli.

La calvizie è un disturbo che colpisce per lo più gli uomini di età compresa tra i 18 e i 25 anni, ma non mancano anche numerosi casi di donne affette dalla medesima problematica. In realtà esistono diversi tipi di calvizie, come, ad esempio, quella psicogena, quella androgenetica (ovvero causata da fattori genetici e ormonali) o quella determinata da un certo stile di vita. Ad ogni modo alcune terapie sono comuni, mentre altre si adattano alla specifica forma di calvizie da cui il paziente è stato colpito.

Se si desidera una consulenza professionale per combattere in maniera definitiva la calvizie, consigliamo di dare un’occhiata al Sito Cesare Ragazzi

Calvizie: ecco i rimedi naturali

È possibile combattere la calvizie ricorrendo a dei semplici rimedi naturali? Le soluzioni green, in effetti, possono essere efficaci qualora la calvizie sia di tipo temporanea, ovvero legata a un particolare momento di vita dell’individuo (eccesso di stress, assunzione di particolari farmaci, la menopausa per le donne o uno stile di vita non proprio sano). Tra i principali rimedi naturali segnaliamo i seguenti:

Avocado: questo frutto riduce i radicali liberi presenti nel sangue, i quali sono i principali responsabili della calvizie negli uomini. È possibile sia mangiare l’avocado, sia centrifugarlo e utilizzare il suo succo insieme all’usuale detergente per capelli.

Aloe vera: l’estratto di aloe è un ottimo rinforzante della capigliatura, dalle punte alle radici. Lo si può utilizzare a livello topico oppure assumerlo per bocca.

Zenzero: favorisce il corretto funzionamento del microcircolo e, di conseguenza, rigenera le unità follicolari chiuse o improduttive.

Calvizie: ecco le soluzioni definitive

Nel caso in cui, invece, il soggetto sia affetto da calvizie patologica, non esiste rimedio naturale che tenga. In tal caso è possibile optare per le seguenti soluzioni definitive:

infoltimento di capelli tramite protesi su base polimerica: in questo caso si realizza una protesi che riproduce le caratteristiche fisiognomiche della nuca del paziente; su di essa vengono innestati capelli naturali che presentano le medesime caratteristiche della capigliatura del ricevente;

autotrapianto di capelli: le principali tecniche utilizzate sono la FUT (denominata anche strip) e la FUE; la prima prevede il prelievo di una striscia di pelle del cuoio capelluto, da cui vengono estratti i follicoli piliferi. Questi ultimi, in un secondo momento, vengono impiantati sulla zona del capo colpita da calvizie. La FUE, invece, è un intervento meno invasivo, m molto più lungo. Le unità follicolari, infatti, vengono direttamente prelevate dalla zona nucale colpita da diradamento o da totale perdita di capelli. Questo metodo prevede l’utilizzo di uno strumento denominato punch, ovvero un sistema pneumatico di aspirazione e pressione.

Integratori Polase in offerta contro la stanchezza di primavera

Integratori Polase in offertaIl cambio di stagione è un problema per molti. Secondo le stime, sembra che due persone su dieci all’ arrivo della primavera si sentano stanchi e spossati. I motivi? Soprattutto la variazione dell’esposizione alla luce per un maggiore numero di ore che va a interferire con i meccanismi che regolano il ciclo di sonno-sveglia. Ecco perché ci si sente fiacchi, sonnolenti, con difficoltà a concentrarsi.  Molte persone accusano questi disturbi con l’arrivo della primavera, altre soffrono di più quando si avvicina l’estate e altre ancora patiscono il passaggio alle stagioni maggiormente fredde. In tutti i casi, per superare velocemente questo stato di malessere è molto utile fornire all’ organismo un’integrazione di potassio e magnesio, approfittando delle buone occasioni per risparmiare che si possono trovare, per esempio per gli integratori Polase offerte e sconti online sono sempre tanti n questa stagione dell’anno.

Dieci buone abitudini

Quando le giornate di primavera, i primi caldi e le aumentate ore di luce vengono accolte con nervosismo, irritabilità e stanchezza, significa che il corpo ha bisogno di una quantità maggiore e migliore di carburante. Cioè di quelle sostanze indispensabili per fare fronte con tutte le energie al cambiamento che comporta ogni passaggio di stagione. Migliorare il proprio stile di vita adottando alcune semplici regole è il sistema più efficace per sentirsi subito bene e riuscire a godersi la primavera.

  • Un’abitudine molto importante è quella di cominciare a bere molta acqua e spremute di frutta fresca. Serve a mantenere una costante idratazione e a integrare i sali minerali che si perdono a causa dei primi caldi che provocano una maggiore sudorazione.
  • Evitare di bere alcolici soprattutto a cena e dopo.
  • Consumare i pasti regolarmente, alla stessa ora e senza saltarne nemmeno uno, senza eccedere nelle porzioni.
  • Fare attenzione a quello che si porta in tavola, evitando di mangiare fritti e piatti con condimenti molto elaborati, prediligendo invece cibi freschi e facilmente digeribili, soprattutto la sera a cena.
  • Mangiare molta frutta e verdura per aiutare a depurare il fegato e per fare il pieno di vitamine.
  • Cercare di dormire ogni giorno almeno otto ore, evitando di variare gli orari in cui si va a dormire e in cui ci si sveglia.
  • Limitare il consumo di tè, caffè e di cioccolata perché hanno un effetto eccitante che ostacola il riposo e interferisce con il ritorno alla normalità del ciclo veglia-sonno.
  • Praticare costante attività fisica, meglio se aerobica, sforzandosi di combattere l’inattività che, anche se può sembrare paradossale, non combatte affatto la stanchezza ma la aumenta.
  • Provare ad adottare orari ragionevoli sul lavoro e intervallare con brevi pause per aiutare la mente a staccare.
  • Assumere un integratore di magnesio e potassio. A causa dello stress causato dal cambio di stagione, l’organismo infatti consuma una quantità maggiore di questi elementi rispetto alla norma. E quindi diventa necessario assumerne di più attraverso supplementi che si trovano nei prodotti Polase in offerta nelle farmacie a ogni cambio di stagione.

A cosa servono magnesio e potassio

Integrare l’alimentazione con l’assunzione di magnesio e di potassio è molto importante. Il magnesio serve a tenere sotto controllo la stanchezza e l’affaticamento, è impiegato nel processo di trasformazione delle proteine in energia e serve a rimineralizzare l’organismo in seguito alla sudorazione eccessiva tipica della stagione. Il potassio è indispensabile alla muscolatura per reagire di fronte alla sensazione di debolezza. Ma è anche importante per contrastare l’affaticamento mentale, la difficoltà di concentrazione, i cali di memoria e la cattiva qualità del sonno che si verificano quando vi è una carenza di potassio nell’organismo.

L’assunzione di questi sali minerali aiuta anche a ripristinare l’equilibrio elettrolitico e quindi a combattere i cali di pressione tipici della stagione. Nella gamma di prodotti Polase l’offerta più adatta allo scopo è sicuramente rappresentata da Polase Sali minerali e da Polase Plus che, essendo privo di zuccheri, è adatto anche a chi in questo periodo dell’anno si mette a dieta.

1 2 3 4