Curare l’anemia mediterranea

L’Anemia Mediterranea, detta anche Beta Talassemia oppure anemia eritoblastica, è una malattia che colpisce in maniera primaria le popolazioni del bacino mediterraneo. Tale malattia si è diffusa anche in Cina e Sud Est asiatico.

L’anemia mediterranea è secondo i dati la forma di anemia più comune, il cui principale effetto negativo è una minor produzione di emoglobina e globuli rossi nel sangue. L’emoglobina è infatti una proteina che ha il compito di trasportare l’ossigeno all’interno dell’organismo. Quando il corpo umano non riceve la quantità di ossigeno necessaria si inizia a verificare una sensazione di stanchezza fisica.

I sintomi dell’anemia mediterranea dipendono dalla minore o maggiore gravità della patologia. Mentre alcuni bambini possono mostrare segni caratteristici fin dalla nascita; altri possono sviluppare sintomi nel corso dei primi anni di vita. Tra i segnali che fungono da campanelli d’allarme della malattia: aspetto pallido, ittero, mancanza di fiato, stanchezza, debolezza fisica, sviluppo rallentato, addome sporgente, leggera ipertrofia delle ossa del cranio, urine scure, irritabilità, anemia.

Nei casi più gravi, si effettuano trapianti di staminali o di midollo osseo da donatore compatibile, mentre per gli altri soggetti sono previsti trasfusioni costanti per rifornire di emoglobina e quindi di ossigeno i pazienti e farmaci ferrochelanti, per eliminare l’accumulo di ferro contenuto nell’emoglobina, conseguente a trasfusioni e trattamenti cardiologici; prestando attenzione alla dieta e alle possibili infezioni (es. a seguito delle somministrazioni di vaccini).


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