H2O, il digitale che i medici vogliono

I medici italiani vogliono software gestionali per curare meglio, ma sono poche le strutture che mettono a loro disposizione queste tecnologie. È quanto emerge da un sondaggio dell’Osservatorio Netics, che ha intervistato 500 tra specialisti e infermieri.


Foto da iottechexpo.com

L’evoluzione tecnologica della sanità italiana – e della sua burocrazia – ha fatto passi da gigante, ma lo spread digitale del settore è ancora ampio se si fa il paragone tra la tecnologia informatica di una struttura italiana ed una, ad esempio, tedesca o austriaca (tanto per non andare troppo lontano).

Medici e infermieri non chiedono altro che poter disporre di strumenti che siano di supporto alle decisioni diagnostiche, terapeutiche e assistenziali, che siano avanzati anche in materia di trattamento dei dati sensibili e che garantiscano personalizzazione, velocità e facilità di utilizzo.

I software utilizzati oggi nelle strutture italiane sono pensati, nella maggioranza dei casi, quasi unicamente per archiviare la documentazione “a futura memoria” (quella da scartabellare in caso di contenzioso…) per un futuro utilizzo a scopo assicurativo-legale. Lo stesso Fascicolo sanitario elettronico, come evidenziano le interviste, stenta ad evolversi dal ruolo attuale di mero contenitore di files Pdf.

Sul mercato esiste una tipologia di software gestionale per poliambulatorio, come H2O di Afea Sanità, utile per ottimizzare le procedure e, al tempo stesso, razionalizzare le risorse riducendo il rischio clinico, anche in sala operatoria. Le sue funzionalità – applicabili a qualsiasi ramo specialistico di ogni dimensione – consentono di monitorare l’efficienza dell’attività clinica, dei medicinali e degli strumenti utilizzati, l’agenda delle sale e la qualità delle prestazioni mediche erogate.

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